Il perché di "Questioni Cristiane"
Perché questo ennesimo sito sulle origini del cristianesimo si chiederà qualcuno di voi. Tanto i credenti quanto gli atei sono sommersi dalla massa sterminata di documenti che circolano sul web e nelle librerie. Frequentare costantemente i motori di ricerca nella speranza ogni giorno di trovare qualche scoperta che possa gettare una nuova luce sulle origini della fede cristiana è una delle azioni che ogni uomo ha intrapreso almeno una volta nella propria vita: per il profano però, districarsi in questa massa informe di notizie, è veramente difficilissimo. Sul web, gli autori che si pongono di fronte alla storia animati da una condotta "scientifica" sia storica che archeologica sono molto pochi: anonimato, scarsa conoscenza della storia, interpretazioni arbitrarie, scelta di testi del tutto univoca non consentono alle persone semplici di comprendere veramente "come si svolsero i fatti". A tal proposito, è illuminante il pensiero di uno dei maggiori storici sulle origini del cristianesimo, Bart Ehrman:
«Esistono svariati modi di accostarsi al passato, compreso quel mondo dell'antichità che viene descritto da opere di fantasia come il Codice da Vinci. C'è chi per ricostruirlo si affida all'immaginazione, senza basare le proprie opinioni su alcuna (o quasi) fonte di informazione reale. C'è poi chi prende per buono tutto ciò che è giunto fino a noi, tentando di fonderlo e di trarne una sorta di sintesi. Entrambi questi approcci sono privi di fondamento critico, poiché non soppesano e non valutano le prove esistenti... Il modo migliore per tentare di ricostruire il passato è dunque usare le nostre fonti in modo scientifico, operando cioè un'indagine storico-critica [...]
Alcuni sono portati a credere a qualsiasi cosa si trovi in una fonte canonica (che si tratti degli scritti di Giulio Cesare o George Washington, oppure della Bibbia), mentre altri a qualsiasi cosa contraddica una fonte canonica. Quest'ultimo atteggiamento è tipico soprattutto di chi è affascinato dalle teorie cospiratorie, ma anche delle persone intellettualmente curiose che credono al detto secondo cui "sono i vincitori a scrivere la storia", e che sono pertanto attratte dalla possibilità di recuperare "l'altra versione" dei fatti. Gli storici critici non possono trattare le fonti in questo modo, prediligendo indistintamente una versione rispetto a un'altra. Ogni fonte deve invece essere soppesata e valutata con attenzione».
Nel nostro piccolo, cercheremo di applicare il consiglio di Ehrman. Buona lettura.



